L’epopea del wifi pubblico

Segnalo questo articolo interessante di di Guido Scorza sul Blog Wired.it

L’ultimo episodio dell’epopea del wifi pubblico in Italia è ormai noto: la FIPE – la Federazione dei pubblici esercenti – in un comunicato dei giorni scorsi ha annunciato di aver ottenuto dal Garante privacy un parere secondo il quale, mostrando di condividere la propria interpretazione, il Garante, nel rispondere ad un proprio quesito, avrebbe “confermato che gli esercenti pubblici possono mettere liberamente a disposizione degli utenti la connessione wi-fi ed eventualmente Pc e terminali di qualsiasi tipo”. 

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Apriti cielo!

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Ma a sbagliare, questa volta, non è stato il Garante privacy – che in modo condivisibile o meno [n.d.r. a mio avviso corretto] – ha detto la sua ma le altre Istituzioni che sono rimaste in silenzio mentre, dinanzi ad una questione di così grande rilevanza economica e sociale avrebbero dovuto chiarire il quadro normativo esistente e dare a cittadini, imprenditori e forze dell’ordine indicazioni chiare ed univoche.

Non serve evocare nuove leggi né pronunce della Corte costituzionale, serve solo che chi ha la responsabilità di vigilare sull’utilizzo delle risorse di connettività lo faccia non in chiave repressiva – come prima o poi rischia di accadere a caccia del caso esemplare – ma in chiave propositiva ed interpretativa.

E’ questa la parte più difficile da accettare di questa incredibile epopea italiana: il tema dell’accesso a internet nelle nostre strade viene affrontato con più superficialità ed indifferenza di quella che si riserva a scegliere se i pali dei semafori devono essere dipinti di giallo o di verde.

articolo completo e fonte wired.it

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