Porsche 911, la cinquantenne che fa sempre girare la testa

Articolo di Alessandro Giudice su gazzetta.it

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Porsche 911, una cinquantenne unica
E che fa sempre girare la testa

Il marchio icona della casa di Stoccarda compie mezzo secolo. Immutato il solo motore 6 cilindri boxer. La cubatura è salita da 1991 a 3800 cc, la potenza da 130 a 400 Cv

Per tutti gli amanti delle automobili, 911 è un numero magico, tre cifre che, messe una dietro l’altra, significano Porsche. Perché la 911 è LA Porsche per antonomasia, quasi un sinonimo del marchio. E pensare che non doveva neppure chiamarsi così visto che, quando fu presentata al Salone dell’Auto di Francoforte cinquant’anni fa, nel settembre del 1963, il bel prototipo giallo canarino era siglato 901, salvo poi cambiare in 911 quando la Peugeot rivendicò il diritto di utilizzare tre cifre con lo zero in mezzo per identificare i propri modelli. Ma, al di là del valore simbolico, la straordinaria longevità della 911 sta nell’alchimia di stile e tecnica che fanno di questa ragazzina cinquantenne una delle auto sportive più desiderate di sempre e la più venduta. Il compito che a suo tempo le fu affidato era di sostituire la 356, il modello sul quale si era creata l’immagine Porsche.

GENIALE — In realtà il patron Ferry Porsche – un genio assoluto dell’automobilismo mondiale, colui che insieme al padre Ferdinand ideò la Volkswagen, la “macchina del popolo” con cui Hitler voleva mettere i tedeschi al volante – sapeva già come impostare la meccanica del nuovo modello: motore boxer a 6 cilindri contrapposti, montato posteriormente a sbalzo, ovvero al di là delle ruote, verso la coda. Il problema era semmai la carrozzeria, che doveva essere sportiva ma per quattro passeggeri. Gli venne in aiuto il figlio “Butsi”, estroso designer che lo convinse che a qualcosa bisognava pur rinunciare. Ad essere sacrificata fu l’abitabilità, limitata a due persone, lasciando al posteriore solo due strapuntini, adatti ad ospitare una coppia di bambini o, all’occorrenza, bagagli supplementari. La 911 piacque da subito perché ricalcava la pulizia delle linee distintive, allora come oggi, delle auto di Stoccarda. E, a proposito di stile, nell‘evoluzione dei modelli c’è un particolare rimasto invariato nel tempo: il vetro laterale posteriore della coupé, un piccolo triangolo che, come una firma, mantiene da sempre la stessa forma e le stesse proporzioni. La produzione iniziò nel 1964, dopo un ritocco verso il basso del prezzo, considerato troppo elevato dai clienti.

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EVOLUZIONE — Da allora, la 911 ha continuato ad evolversi, aumentando la cilindrata, la potenza, le dimensioni ma restando sempre fedele alla cifra stilistica e tecnica della progenitrice, pur con qualche innovazione che ha contribuito ad accrescerne la leggenda. Come la soluzione adottata per il modello Targa (1966), battezzato così in onore della Targa Florio, dove Porsche si impose per 11 volte: un piccolo tettuccio asportabile che trasformava la coupé in spider, sostituito, dal 1995, da un tetto in cristallo che scorreva all’indietro, sovrapponendosi al lunotto posteriore. O la nascita della Turbo (1975), una delle più potenti e aggressive auto mai fabbricate, che creò, anche a livello popolare, il mito dei motori sovralimentati. E poi la trazione integrale (1989), fino ad allora appannaggio di vetture di tutt’altro genere.

A LIQUIDO — Ma la più eclatante svolta tecnica avvenne nel 1997 con il passaggio dal classico raffreddamento ad aria a quello a liquido, un cambiamento mai accettato dai puristi ma dovuto alla necessità di garantire quello sviluppo in termini di prestazioni e affidabilità tipico del Dna 911. Dal 1972, venne poi adottato il nome Carrera (in omaggio dell’omonima corsa messicana) per distinguere le versioni più potenti: avvenne con la Carrera RS, capostipite della parte della famiglia votata, con successo, alle corse, da quelle in pista a quelle su strada, rally e raid africani compresi. Della 911 si potrebbero raccontare decine di storie, aneddoti, imprese anche se, forse, basta qualche dato a far capire la vera forza del progetto. In 50 anni e dopo 820.000 esemplari prodotti, la cilindrata è passata da 1991 a 3800 cc, la potenza da 130 a 400 Cv, la velocità massima dai 210 ai 304 km/h, sempre mantenendo l’impostazione iniziale e il motore 6 cilindri boxer. Marchi di fabbrica di un’idea unica e affascinate chiamata Porsche 911.

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50 anni di evoluzione in un confronto diretto

Credits: gazzetta.it