Il Macintosh compie 30 anni: lo spot Apple che ha fatto la storia

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È una di quelle date che non si dimenticano, che innescano una rivoluzione culturale e sociale. Il 24 gennaio 1984 è il giorno in cui il primo Macintosh è stato messo in vendita. Il giorno in cui il grande pubblico, per lo meno quello che si poteva permettere di spendere 2.459 dollari di allora, pari a 5mila attuali, ha cominciato a relazionarsi con un desktop, come quello che usiamo tutti i giorni.

Il Mac 128Kb (tanta era la Ram e, all’epoca, abituati ai 64 Kb, sembrava uno spazio enorme) è stato infatti il primo computer per non addetti ai lavori con un’ interfaccia grafica (Gui) e un mouse. Il primo vero computer “per tutti”. Con questa nuova creatura, Steve Jobs riuscì a cancellare l’insuccesso del precedente modello Apple, Lisa, e rese la scrivania virtuale basata su di una interfaccia Wimp (Windows, Icons, Mouse, Pointer) un must.

Lo schermo era decisamente piccolo, 9”, con una definizione bassa (97 pixel per pollice) e un sistema operativo, il Mac Os, appena rilasciato e quindi non poi così intuitivo. Oltre al mouse, la macchina poteva connettere altre periferiche, come floppy disk, modem e stampante. I cavi, però, erano tutti rigorosamente diversi tra loro e non tradizionali, ma Mac Exclusive(l’isolazionismo della Apple è cominciato subito) in modo che si potessero collegare solo altri dispositivi Apple. Inoltre, il computer era privo di ventole.

È una di quelle date che non si dimenticano, che innescano una rivoluzione culturale e sociale. Il 24 gennaio 1984 è il giorno in cui il primo Macintosh è stato messo in vendita. Il giorno in cui il grande pubblico, per lo meno quello che si poteva permettere di spendere 2.459 dollari di allora, pari a 5mila attuali, ha cominciato a relazionarsi con un desktop, come quello che usiamo tutti i giorni.

Il Mac 128Kb (tanta era la Ram e, all’epoca, abituati ai 64 Kb, sembrava uno spazio enorme) è stato infatti il primo computer per non addetti ai lavori con un’ interfaccia grafica (Gui) e un mouse. Il primo vero computer “per tutti”. Con questa nuova creatura, Steve Jobs riuscì a cancellare l’insuccesso del precedente modello Apple, Lisa, e rese la scrivania virtuale basata su di una interfaccia Wimp (Windows, Icons, Mouse, Pointer) un must.

Lo schermo era decisamente piccolo, 9”, con una definizione bassa (97 pixel per pollice) e un sistema operativo, il Mac Os, appena rilasciato e quindi non poi così intuitivo. Oltre al mouse, la macchina poteva connettere altre periferiche, come floppy disk, modem e stampante. I cavi, però, erano tutti rigorosamente diversi tra loro e non tradizionali, ma Mac Exclusive(l’isolazionismo della Apple è cominciato subito) in modo che si potessero collegare solo altri dispositivi Apple. Inoltre, il computer era privo di ventole.

Nonostante questo, il primo Mac ebbe un discreto successo (anche se niente in confronto al suo successore del 1986, Macintosh Plus): nei primi tre mesi ne furono venduti 50.000 pezzi. Il merito del successo fu anche dell’accurato piano di marketing che ne accompagnò l’uscita. Tanto per cominciare il nome Macintosh: quasi identico a quello di una mela molto diffusa negli States, la MacIntosh, quindi una parola familiare, casalinga, legata a un concetto positivo e che, allo stesso tempo, richiamava la Apple stessa.

Credits: wired.it