Quanto costa un evento a Venezia ?

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VENEZIA — Vediamola dal punto di vista commerciale: gli ultimi sono stati i maxi-occhiali delle Assicurazioni Generali in piazza San Marco, usati per lanciare la nuova compagna marketing della compagnia «Vediamo positivo ». Quattro giorni davanti alla Procuratie Vecchie: la piazza più famosa del mondo per le Generali, centomila euro per le casse del Comune. Adesso possiamo vederla anche con un pizzico di romanticismo. Una cena al lume di candela nella Loggia della Pescheria davanti al ponte di Rialto non è più tabù. E nemmeno all’Arsenale di Venezia. Certo non è per tutti i portafogli, ma — almeno — sognare non costa niente. Da qualunque punto la si guardi è comunque la Venezia in affitto, «nell’interesse della città», frena subito il sindaco Giorgio Orsoni, sgombrando il campo da qualsiasi speculazione. Sintetizza con una battuta Piero Rosa Salva, presidente di Vela, la società del Comune che si occupa del marketing, dell’immagine e della promozione di Venezia. «Se una società di barche offre una grossa cifra per fare la Regata Storica con i gommoni anzichè con le caorline, la nostra risposta non può che essere negativa».

Così come è stata quella di tre anni fa per il matrimonio della figlia del magnate indiano del ferro Pramod Agarwal, che aveva chiesto l’uso di piazza San Marco. E che era pronto a non badare a spese lo confermano i 20 milioni di euro «investiti» per i tre giorni delle nozze in laguna. Da una parte ci sono le proposte di marketing, dall’altra adesso anche il tariffario (che Vela mostra solo agli interessati). Ci sono gli eventi più importanti da sponsorizzare: Storica, Carnevale, Redentore, Sensa e Capodanno per i quali c’è un prezziario che mette in fila le quattro manifestazioni che va dagli 80 ai 400 mila euro. Poi ci sono gli usi degli spazi, che l’anno scorso hanno fruttato una cifra superiore al mezzo milione. Quanto importante sia lo sa bene Ca’ Farsetti che già da tempo ha puntato sulla società di marketing per richiamare gli investitori privati e diminuire il contributo pubblico per i grandi eventi. «Con i centomila euro di Generali ci siamo pagati mezzo Redentore», precisa Rosa Salva. Nel 2012 l’amministrazione fu «costretta» ad investire un milione e 800 mila euro sulle manifestazioni storiche, l’anno scorso un po’ meno, ma il bilancio sarà approvato domani. Le parole d’ordine sono qualità e sostenibilità: «Tutte le iniziative puntano al rispetto di Venezia — precisa Orsoni —. Molto spesso ci si rimprovera che non viene valorizzato economicamente lo “sfruttamento” della città, e si propone di far pagare il ticket. Penso che invece far pagare l’uso del nostro patrimonio sia un modo più coerente, sempre con moderazione».

Del resto il giorno della sua elezione aveva promesso il taglio degli eventi in piazza San Marco, e così ha fatto, promuovendo altri spazi. Il salotto di Venezia è rimasto ad uso — quasi — esclusivo delle campagne marketing. L’anno scorso l’Aperol aveva chiamato a raccolta oltre duemila persone per il flash mob che doveva disegnare davanti alla Basilica il più grande bicchiere da spritz. Qualche mese fa la protagonista era diventata la mongolfiera di Louis Vuitton che ha ambientato a Venezia il secondo capitolo della campagna «L’invitation au Voyage», un viaggio al confine tra fantasy e arte drammatica, tra sogno e realtà. La scorsa settimana i grandi occhiali delle Generali sono diventati un’attrazione in più per i turisti che tra una foto sotto il campanile e una con Palazzo Ducale hanno inserito anche quella davanti alle lenti. Per il resto spazio altrove. Come all’Arsenale che in pochi mesi — Vela lo «offre » da gennaio — ha ottenuto il primato. L’ultimo a puntarci è Renzo Rosso, patron della Diesel, che ha sponsorizzato il restauro del ponte di Rialto (ottenendo in cambio anche la possibilità di «marchiare » tutto un vaporetto), e in cui nelle prossime settimane ci farà la sfilata per promuovere la nuova collezione. Il tariffario, anche se puramente indicativo, parla di 10-15 mila euro per una serata alla Tese, per manifestazioni più lunghe, il forfait può raggiungere anche di 150 mila.

Vela rappresenta la garanzia per il cliente (per la gestione compatibile con la città e l’istruttoria coinvolgendo Sovrintendenza e forze dell’ordine), ma l’ultima parola spetta sempre a Ca’ Farsetti che con una delibera autorizza l’iniziativa. Nella brochure — che si può tranquillamente trovare on line nel sito di HelloVenezia— si ammirano i tavoli nella Loggia della Pescheria di Rialto (15 mila euro), nelle sale Apollinee della Fenice o a Ca’ Vendramin Calergi (per cui Vela incamera solo una fee dato che i beni non sono di proprietà dell’amministrazione), il palazzo del Cinema e quello del Casinò al Lido (per i convegni). Qualcuno ha anche voluto puntare sulla macchina in centro storico tra calli e canali come la Mazda che ha promosso uno dei suoi nuovi modelli in campo Santo Stefano. Vela lo chiama «Temporary shops», e il prezziario arriva anche a 25 mila euro. Tutto qui? «Non è solo l’occupazione dello spazio fisico, c’è anche la valutazione dello scenario», precisa Rosa Salva. E Venezia fa la differenza.

Credits: Corriere del Veneto.it