Multicelle, fulmini e luna piena

Nella serata di ieri, 14 aprile, come da aspettative, l’ingresso di un nucleo di aria fredda da Nord Est ha generato instabilità sulle pianure di Friuli e Veneto Orientale.

Su queste zone ha soffiato per tutto il giorno un sostenuto vento di scirocco, dovuto al richiamo prefrontale, che ha difatti innalzato i valori di umidità dell’aria e le temperature di dew point dando energia per i fenomeni convettivi.

Sul Veneto occidentale invece, la convezione è stats in parte inibita da venti di caduta dall’Appennino emiliano più secchi che han tolto il “carburante” per lo sviluppo di temporali.

Temperatura e altezza geopotenziali alla quota di 500 hPa.Si nota l’ingresso da NE di una massa di aria molto più fredda rispetto la precedente.
Temperatura e altezza geopotenziali alla quota di 850hPa.L’aria fredda entra sul Triveneto da NE.

Verso le 20-21 di ieri sera, il fronte freddo iniziava a superare l’arco alpino e i primi sbuffi di aria fredda hanno dato il via alle danze in particolare nelle zone in cui i venti convergevano da direzioni opposte.

Mappa che mostra la convergenza al suolo dei venti e relativo accumulo locale di umidità.

I modelli mostravano come le zone interessate da maggiore instabilità fosse le basse pianure di Veneto e Friuli Venezia Giulia parte delle Alpi orientali.

L’immagine radar OSMER seguente ben evidenzia come le zone colpite da temporali siano corrispondenti alle zone indicate dai modelli.
Radar OSMER FVGwww.osmer.fvg.it
Questo sistema temporalesco di tipo multicellulare ha prodotto rovesci sparsi, anche di moderata intensità specialmente nella città di Trieste dove la grandine ha raggiunto dimensioni degne di nota.
Grandine a Trieste città, fonte Forum Meteotriveneto.it
Notevole per il periodo è stata anche l’attività elettrica.
Si sono visti anche fulminazioni di tipo CA (cloud-air= nube-aria).
Dal sito di Alberto Gobbi, vediamo cosa sono questi fulmini:

I fulmini CA si verificano quando una scarica elettrica si propaga tra un accumulo di cariche negative o positive all’interno della nube e una zona di cariche opposte nell’atmosfera circostante.
Solitamente sono fulmini molto più sottili, deboli e corti dei precedenti e prevalgono di gran lunga alla sommità della nube: perciò sono anch’essi visibili da grande distanza.

ed ecco qua le foto di Giorgio Pavan, scattate in zona Caorle:
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Ieri sera poi, vi era la luna piena e vicino ad essa splendeva anche il pianeta Marte.
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Voila_Capture 2014-04-15_02-12-01_PM
da una collaborazione MeteotrivenetoMeteonetwork
Giorgio Pavan, Giuliano Nardin, Stefano Stevanato, Massimo Michieli