#Venezia , nasce Isolab per fotografi veri.

Venezia, da sempre, è una delle città più amate dai fotografi di tutto il mondo; da ieri, però, questo sentimento spassionato e troppo spesso a senso unico sarà ricambiato: è nato infatti, a pochi passi dall’Arsenale, un nuovo spazio dedicato agli amanti dell’otturatore, a chi parla di tempi e diaframmi come se fossero figli e a chi, più semplicemente, è ancora in grado di emozionarsi di fronte ad una stampa su carta emulsionata. Nella sede dell’associazione Spiazzi sabato sera ha mosso i primi passi Isolab, laboratorio creativo con l’obiettivo dichiarato di diffondere progetti fotografici d’autore, offrire visibilità agli artisti emergenti e imbrigliare positivamente la curiosità e la voglia di mettersi in gioco di chi preferisce guardare il mondo attraverso il mirino di una reflex, grazie a workshop, incontri e presentazioni programmate.

A dare vita a questa nuova realtà ci hanno pensato tre esperti: Giovanni Pancino, Federico Sutera (entrambi veneziani) e Nicola Zolin (vicentino), che cercando di prendere quanto di buono hanno visto realizzato in altre città hanno deciso di mettersi in gioco in prima persona: «Non vogliamo essere un fotoclub», spiegano i soci fondatori, «e anzi crediamo sia importante far capire che, anche nell’epoca del digitale e di Instagram, la fotografia resta una disciplina che per venire espressa al massimo del suo potenziale deve essere il risultato di uno studio, di un percorso».

Nel centro storico invaso dai bastoncini per i selfie (che ad Isolab orgogliosamente chiamano “autoscatti”), insomma, c’è ancora chi lavora i negativi in camera oscura. Nessuno snobismo, comunque, visto che si intende dare spazio anche alle “nuove leve”, ma resta fondamentale la ricerca della qualità, anche di livello internazionale. Proprio per questo la prima esposizione, che ha inaugurato ieri alle 18.30 (fino al 30 dicembre), ha chiamato a raccolta i talenti del collettivo Terra Project, dei fotografi Andrea e Magda, di Tim Franco e di Jacob Balzani Lööv, per un risultato eterogeneo in grado di mostrare i differenti modi di interpretare un unico tema, quello delle “Città Globali” che danno il titolo alla prima mostra. La scelta non è casuale: Isolab si propone di portare avanti una fotografia “sociale”, attenta all’elemento umano e interessata a diffondere un messaggio assieme alle immagini. Anche per questo Giovanni, Federico e Nicola sono orgogliosi del modello da loro scelto: non ci sono curatori nella sede di Castello, ogni artista può occuparsi della sua esposizione in prima persona.

I tre fondatori, d’altronde, per veder realizzato il loro obiettivo si sono dovuti giocare tutto, producendo la prima mostra con gli introiti di due workshop e chiedendo una mano ad amici e colleghi per luci, cornici e quant’altro, ma fortunatamente gli aiuti non sono mancati: chi respira solo con il naso appiccicato al retro di una macchina fotografica non può infatti restare indifferente alla prospettiva di un nuovo spazio a misura di pentaprisma.

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Credits: Nuova Venezia